Home Page
Titolo dell'opera :Gioia di vivere
Presentazione critica
Lorenzo Basile, artista poliedrico, dall’incessante ricerca di nuove forme e moduli espressivi, continua con consapevolezza di scuola e severità di impegno la sua elitaria comunicazione artistica. La mostra antologica che lo vedrà protagonista in un prestigioso spazio espositivo, aprirà allo sguardo avido di emozioni degli appassionati il suo fulgido, limpido, affascinante mondo interiore. Le frementi e disancarnate urgeneze di un animo che palpita, geme, sussulta, freme e scosta e scaglia pene, ambasce scaglie di gelo, si assiepano, si fondono, si fanno evanescenza e turgore consistenza trasognata, convulti e riottosi baluginii di rimandi, di echi di attese. E la verità si traveste di incanto, si fa sfinimento e impronta di sogno, si fa introiezione, allusione, illusione, testimonianza gridata e affermazione, decelerata tensione ed ardore, trasalimento, rapimenti sospesi, stupore, riposo, ristoro, respiro. Il colore si frantuma, si scheggia come polvere al sole, come graffio di cielo, come negazione del vero, come lembi di fiori, come lampi di mare, come voli di nubi, in soffi di rose e viola oltre l’orizzonte, oltre i tramonti nel bianco e nel nero. E le tediose intralcianti forme del vero si fanno sintesi minuta, scagglie aggrumite, momenti percettivi, emozionale al di la dell’arido, opaco reale, oltre il dato oggettivo. Si fanno stati d’animo, risonanze, insorgenze emozionali, voci dell’animo che portano all’animo. Si fanno batter di ciglia, sormire di foglia, scintille di stille, lo sfrullo del vento nelle onde d’argento della luna che galleggia sul mare, che fruga fra i monti, riposa sul ramo, o vola nel cielo su palpiti d’ali, su falde di neve, in un lieve e fremente bisbiglio di colori. L’arte di spettacolarizza e si ritrare. Si fa negazione e affermazione, consistenza e destrutturazione, ricerca, innovazione, fremito. Suggestioni vibranti, dinamiche e volubili si assiepano, si affermano, si fondono, si sfaldano, e si ricompongono ancora, oltre la temporaleità del’immediato reale. Ma anche l’attimo è fissato, si fa simbolo e si svapora, si fa lampo di rara intuizione che squarcia anche l’opaca trama che vela la vita. Elementi eterei corposi, favolosi si assiepano e si dissolvono oltre gli ingabbianti limiti dello spazio, come brandelli, schegge, polvere baluginanti di mistero fascinoso, stordente, avviluppante. Esiti di scuole e tendenze sfarfallano nelle inebrianti concrezioni pittoriche di Lorenzo Basile. Egli ne è consapevole. Ma non li cerca. Egli è coerente con se stesso. Anche le coerenti contraddizioni del novecento, a modo loro, lo sono. Lorenzo Basile non ha cercato nè cerca scorciatoie. Non ama gli intruppamenti di comodo. Nè finge di dire ciò che non dice. Il suo segno secco e sinuoso, tagliente, incisivo, sorvegliato, spesso si piega alle esigenze del colore che lauto, scioccante, arioso, intenso, rugiodoso, crudo o svampante, si rapporta alla vita, agli stati d’animo, ne riverbera le sfumatore, cangiante, come le insondabili, arcane incrinature della vicenda esistenziale. I colori vibranti, le dissolvenze inconcluse, si aggluttinano, così, come gocce di rugiada che riflettono il cielo che si accende e si spegne nei colori dell’alba che nasce o della notte che muore. Come a rappresentare i colori sussultanti della vita e a sfumarne i labili contorni.
Prof. Luigi Crescibene
Scrittore, giornalista e critico d’arte
Recensione pubblicata sul giornale Cronache del Mezzogiorno il 31-01-2007
